Clima impazzito in Puglia: Mimose in fiore sotto il gelo, è allarme nel Brindisino.
A Brindisi campi allagati e danni alle colture e alle semine, anche per la mancata pulizia di reti e canali di scolo del consorzio di bonifica.
Non è un inverno normale quello che sta vivendo la Puglia. Tra sbalzi termici repentini e fenomeni atmosferici violenti, l’agricoltura regionale si ritrova intrappolata in una “falsa primavera” che sta mandando la natura in tilt. Secondo l’ultimo monitoraggio di Coldiretti Puglia, nel giro di un solo anno si sono registrati ben 71 eventi climatici estremi, delineando un quadro di “pazzo inverno” dove convivono paradossi visivi e disastri economici.
Mimose a dicembre: la trappola della finta primavera
Il dato più eclatante arriva dai giardini e dalle aziende florovivaistiche: le mimose sono già fiorite. Con un anticipo di oltre due mesi rispetto alla tradizionale festa della donna dell’8 marzo, i fiori gialli erano già pronti per la raccolta a fine dicembre. Un fenomeno dovuto a un autunno e un inizio inverno insolitamente miti, con temperature medie massime che a dicembre 2025 hanno toccato i 16,1°C, superando la media storica.
Tuttavia, questo risveglio precoce è una “trappola”: il ritorno del gelo e le improvvise ondate di freddo notturno rischiano di bruciare gemme e fiori, distruggendo i raccolti prima ancora che arrivino sul mercato. Sotto scacco anche le coltivazioni di cavoli, verze, cicorie e broccoli, che pur resistendo al freddo moderato, non possono sopravvivere a sbalzi termici così violenti.
Emergenza a Brindisi: campi come laghi
Se il caldo anomalo preoccupa i vivai, l’eccesso di pioggia sta mettendo in ginocchio la provincia di Brindisi. Qui, nubifragi violenti hanno trasformato le campagne in veri e propri bacini d’acqua. Sotto accusa finisce la gestione del territorio: Coldiretti denuncia la mancata pulizia dei canali di scolo e delle reti di bonifica.
“La manutenzione di fossi e canali non è un optional”, sottolinea l’organizzazione. L’assenza di interventi ordinari e straordinari da parte dei consorzi di bonifica scarica i costi direttamente sulle spalle degli agricoltori, che vedono le proprie semine marcire sotto il fango e devono affrontare rincari dei costi di produzione fino al 50%.
Verso la “tropicalizzazione”: la ricetta per il futuro
L’agricoltura pugliese è il settore più esposto ai cambiamenti climatici, ma anche quello più impegnato nel contrastarli. Per Coldiretti, la soluzione non può più attendere e passa per due pilastri: infrastrutture e innovazione.
- Raccolta delle acque: È necessario potenziare la rete di invasi e creare nuovi bacini (utilizzando anche le ex cave) per stoccare l’acqua durante i nubifragi e riutilizzarla nei periodi di siccità.
- Manutenzione idraulica: Un piano serio di pulizia dei canali per evitare che ogni pioggia si trasformi in un’alluvione.
- Tecnologia in campo: Sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e adozione di colture meno idro-esigenti.
Il messaggio che arriva dalle campagne è chiaro: senza interventi strutturali e una gestione oculata delle risorse idriche, la competitività del settore alimentare pugliese e la stessa sopravvivenza del territorio sono a forte rischio.




