Agricoltura: L’Ue accorda più fondi per la PAC. L’Italia conquista 40 miliardi di euro.
Sen. Nocco (FDI): “Grazie a Meloni e Lollobrigida, la linea di Fratelli d’Italia vince in Europa”.
La Commissione Europea ha annunciato la revisione della proposta di bilancio 2028-2034 per la Politica Agricola Comune (PAC), accogliendo le richieste portate avanti dal Governo Meloni. Viene così cancellato il previsto taglio del 22% alle risorse agricole e introdotto un rafforzamento degli stanziamenti a favore del settore primario. Per l’Italia questo significa una dotazione complessiva di 40,7 miliardi di euro, quasi 10 in più rispetto alla proposta iniziale e superiore anche alla precedente programmazione.
“Ancora una volta – dichiara la senatrice Maria Nocco – Fratelli d’Italia impone la sua visione all’Europa, riportando l’agricoltura al centro delle scelte strategiche dell’Unione. Un plauso alla presidente Giorgia Meloni e al ministro Francesco Lollobrigida per aver guidato con fermezza e competenza la battaglia a Bruxelles, evitando tagli che avrebbero colpito duramente le nostre imprese agricole, in particolare quelle del Mezzogiorno”.
Secondo quanto previsto dal nuovo quadro finanziario, una parte significativa delle risorse sarà vincolata alla spesa agricola, impedendo che i singoli Stati possano destinarle ad altri usi. Un risultato che restituisce centralità al settore primario e conferma l’efficacia della linea italiana nel difendere l’identità e la funzione strategica dell’agricoltura europea.
“La linea del Governo italiano – continua la senatrice Nocco – ha scongiurato il rischio di una rinazionalizzazione della PAC e ha riaffermato un principio fondamentale: l’agricoltura è un bene comune europeo. Questa revisionedimostra, ancora una volta, che l’Italia con Giorgia Meloni si limita più ad adeguarsi ma guida i processi decisionali europei – prosegue la senatrice di Fratelli d’Italia –. È la prova che una visione politica chiara, sostenuta da coerenza e fermezza, può ottenere risultati concreti anche nei contesti più complessi come quello di Bruxelles. La battaglia per un’Europa che riconosca il valore del lavoro agricolo e delle sue comunità non si ferma qui – conclude – ma oggi è evidente che con Giorgia Meloni alla guida del Paese, l’Italia non rincorre più le decisioni altrui: le orienta”.


