Al via la realizzazione di un mattatoio in contrada Murgetta

Gravina avrà un nuovo mattatoio. Un opificio artigianale, la cui realizzazione è stata proposta dalla società “Loverre Carni srl”, con l’intenzione di realizzare una struttura destinata alla macellazione di ovini e caprini e che si compone di una linea di macellazione con annesse celle di stoccaggio delle carni, ambienti utilizzati per la sosta degli animali vivi a diretto collegamento con la linea di macellazione, deposito di foraggio e mangimi.
Un’altra ala, invece, ospiterà uffici e laboratori veterinari.

Un impianto che sorgerà con l’obiettivo “dì dotare il territorio di un’attività avente rilevanza economica, tant’è che non risulta, allo stato, funzionante la struttura di proprietà comunale, un tempo utilizzata quale mattatoio comunale” scriveva nel 2012, anno di presentazione del progetto, il dirigente dell’area tecnica Michele Stasi secondo cui il vecchio mattatoio “a seguito alle sopraggiunte norme, chiedeva un pesante e improrogabile intervento di ristrutturazione per renderlo funzionante”. Tanto vale farne uno nuovo.
Una struttura imponente da realizzare in contrada Murgetta, un’area a vocazione agricola, tipizzata come tale anche nel Piano regolatore comunale, e per la cui realizzazione il consiglio comunale, il 1 dicembre, ha approvato una variante puntuale al Prg per modificare l’area individuata da agricola ad artigianale.
Una variante indispensabile poiché l’opificio per dimensione e per finalità sarebbe compatibile con la zona artigianale di Gravina e non con contrada Murgetta dove, invece, verrà realizzato perché, “nella zona artigianale di Gravina non sono attualmente disponibili aree in quanto i lotti risultano tutti assegnati” scriveva Stasi nella sua relazione tecnica, rivelando, tra le altre cose, che nel corso degli ultimo anni “per dare risposte agli imprenditori sono state approvate ben 15 varianti urbanistiche al Prg per la realizzazione di opifici artigianali, quasi tutte concentrate a ridosso della Zona P.I.P. e due insediamenti per attività turistica ricettive”.

Di qui la necessità di attivare le procedure Suap regolamentate dal Decreto del Presidente della Repubblica 160 del 2010 che nell’articolo 8 disciplina “il procedimento semplificato di proposta di variante agli strumenti urbanistici nel caso in cui lo strumento urbanistico non individui aree destinate all’insediamento di impianti produttivi o individui aree insufficienti”. Inoltre lo stesso procedimento prevede che il progetto sia sottoposto ad una conferenza di servizi “in seduta pubblica” durante la quale devono essere acquisite e discusse eventuali proposte, opposizioni e osservazioni formulate dai privati. Una procedura lunga disciplinata dal Governo e recepita dalla Regione Puglia in qualità di “co-titolare del potere di gestione del territorio insieme all’amministrazione comunale” per ribadire il carattere “straordinario” delle varianti puntuali al Prg. La Regione, infatti, nel recepire il Dpr 160, ribadisce: “L’uso reiterato delle varianti puntuali, infatti, mette in discussione le scelte dello strumento urbanistico, affermando regole basate unicamente sulle esigenze di singole attività produttive e non sorrette da alcuna coerente logica di sviluppo armonioso del territorio”.

Definito il procedimento da avviare per la realizzazione dell’opificio, l’intero carteggio con tanto di progetto e di relazione tecnica nella quale appunto si descrive la necessità di avviare una variante puntuale al Prg, viene inviato all’Ufficio assetto del territorio della Regione Puglia per gli adempimenti di rito.
Dall’ufficio urbanistica regionale a dicembre 2012 esprimono parere favorevole al progetto purché “siano state rispettate le condizioni previste dall’ 8 del DPR n.160/2010″, ovvero che in zona Pip non ci siano lotti disponibili e che l’intervento è proposto perché il mattatoio comunale non è funzionante.
In caso contrario, ribadiscono i tecnici regionali, “l’istanza presentata per la realizzazione di un “Opificio artigianale destinato a linea di macellazione di ovini e caprini, deposito e laboratorio di trasformazione carni, in contrada “Murgetta” non può essere accolta, poichè la stessa è in contrasto con l’art.21 delle N.T.A. che disciplina gli interventi in zona E-1-Rurale e che nelle zone così tipizzate sono ammessi insediamenti finalizzati alla produzione agricola”.

Dato per buono il parere favorevole della Regione, Michele Stasi nella duplice veste di responsabile Suap e dirigente dell’ufficio tecnico comunale, convoca per ben tre volte la conferenza di servizio. Le prime due riunioni (una il 10 dicembre 2012 e la seconda il 15 gennaio successivo) vanno deserte mentre nella terza, a febbraio 2013, si presentano “con facoltà di esprimere parere vincolante” il responsabile Suap, l’allora vice sindaco del Comune di Gravina, Gino Lorusso, oltre al responsabile di Murgia Sviluppo Scarl, Michele Martinelli, il rappresentante legale della società e il progettista Michele Urgo. Risultano invece assenti il responsabile dell’ufficio urbanistica della Regione Puglia e il delegato della Asl di Bari.
Nella corso della conferenza di servizi vengono acquisiti e verificati i pareri favorevoli della Asl di Bari sebbene i responsabili sollevano alcune eccezioni e della Regione Puglia tanto che l’intera assise conviene nel dare il via libera all’avvio dei lavori.
Da ultimo, esclusa la necessità di assoggettare il progetto alla Valutazione ambientale strategica (Vas) per l’entrata in vigore di nuove norme, la commissione consiliare edilizia lo scorso 30 ottobre ha rilasciato l’ultimo parere favorevole al progetto. Il 1 dicembre, bocciata la richiesta dell’opposizione che chiedeva di rinviare l’approvazione del punto, il consiglio comunale ha scritto l’ultimo capitolo di questa vicenda dando il via libera definitivo. Un voto salutato con favore dal sindaco Valente che ha ribadito “l’importanza di questo intervento per l’economia gravinese”.