Primarie, il Pd non chiude la porta a Sel ma chiede rispetto

“Entro la prossima settimana decideremo, ma diciamo basta alle analisi del sangue verso gli elettori del Pd”.

La risposta del segretario cittadino dei democratici Agostino Portoghese alla sfida lanciata da Michele Ventricelli giunge a stretto giro di posta, e pur non chiudendo la porta al dialogo con Sel mette dei precisi paletti per il prosieguo del cammino comune verso le elezioni comunali di maggio. Primo tra tutti, il rispetto reciproco.

“Non abbiamo mai detto no alle primarie – dichiara Portoghese ad Altamuralife – il Pd è il partito delle primarie. Ma non devono diventare un totem: un conto sono quelle a livello nazionale o regionale, dove è impossibile influenzare il voto, un altro quelle comunali. A Manfredonia, per fare un esempio, si sono recati in 12 mila alle urne, un dato che dovrebbe far riflettere”.

Il segretario del Pd, a sostegno della sua tesi, ricorda come “non è un caso che dove non si siano fatte, come in molti comuni della provincia, il centrosinistra abbia vinto le elezioni. Invitiamo la coalizione a ritrovarsi attorno ad un nome unitario, c’è la volontà di scendere in campo attorno ad un nome condiviso, ma serve anche rinnovamento nella scelta delle persone”.

Il Pd dunque non chiude completamente la porta alla richiesta di Sel, ma chiede un netto cambio di toni nei rapporti tra i partiti: “Se vengono ritirate certe affermazioni sulle ‘primarie pulite’, possiamo considerare l’ipotesi. Ma non accettiamo che si chieda il certificato di famiglia a chi vota Pd”. Il riferimento è ovviamente alle dure critiche provenienti da Sel all’indomani delle primarie regionali, considerate inquinate da voti provenienti dal centrodestra: “La verità – ribatte Portoghese – è che Stefano è stato battuto. Siamo una forza responsabile e non accettiamo di essere offesi in questo modo”.

Il Pd dunque è pronto a riprendere il dialogo, ma a precise condizioni: “Possiamo fare una strada comune – è l’invito di Portoghese – se si riprendono le pratiche della buona politica nei rapporti tra le forze della coalizione”.

Ma ove si dovesse andare alle primarie, chi sarà il candidato del Pd? A questa domanda il giovane segretario, da molti indicato come la carta naturale da giocare nella competizione, evita di dare risposte nette: “Non intendiamo fare nomi in questo momento, non è il singolo a fare la differenza, i cittadini preferiscono guardare a cosa si intende fare per la città. Mentre a destra c’è un autentico deserto, in queste settimane abbiamo elaborato diverse proposte programmatiche, come quelle sullo sport”.